Alinghi, America's Cup & Louis Vuitton Cup

Intervista a Brad Butterworth: Team New Zealand vince la Louis Vuitton Cup

Ivo Rovira / Alinghi
Foto: Ivo Rovira / Alinghi

Qual’ è la tua impressione sulla vittoria di ETNZ nella finale della Louis Vuitton Cup?

“Credo che si tratti di un risultato molto importante per Emirates Team New Zealand perché hanno regatato davvero bene nel corso di tutta la Finale. Già da diversi anni loro sono il team che vince le regate dei challenger, così questo risultato non deve essere considerato una grande sorpresa”.

Un 5-0 non ha precedenti in una finale di Louis Vuitton Cup. Ti aspettavi un risultato così netto tra ETNZ e Luna Rossa Challenge?

“Credo molto semplicemente che i Kiwi abbiano regatato davvero bene. Hanno avuto il beneficio tipico delle regate della Louis Vuitton Cup, ovvero il tempo e il numero delle regate disputate, grazie ai quali sono migliorati costantemente, così ora sono un avversario di tutto rispetto.
Ovviamente con il 5-0 hanno ottenuto il miglior risultato possibile, buon per loro dunque”.

Sarà differente la difendere la Coppa contro Emirates Team New Zealand rispetto alla sfida dell’ultima volta nel 2003?

“E’ completamente differente. Potreste chiamarla rivincita o semplicemente dire che si tratta dei due migliori team rimasti in gioco a questo punto della competizione. In ogni caso alla fine di ogni giorno avremo assistito a delle bellissime regate. Credo che vincerà la barca più veloce”.

Secondo te quali sono i punti di forza e le debolezze di Emirates Team New Zealand?

“Loro sono forti in molti settori. Credo che Dean Barker abbia fatto un lavoro importante con il contributo al team. Ha regatato davvero bene ed è stato sempre molto concreto ed efficace. Non credo che abbiano punti deboli. Penso piuttosto che possano contare su di un insieme molto forte. La barca sembra essere buona, loro stessi sono un ottimo gruppo di velisti, hanno un valore reale che va indubbiamente riconosciuto e sono i migliori di questa Louis Vuitton Cup”.

Come si preparerà Alinghi nelle prossime settimane?

Ivo Rovira / Alinghi
Foto: Ivo Rovira / Alinghi

“Stiamo provando a simulare la stessa situazione che i challenger hanno vissuto nella Louis Vuitton Cup, cosa peraltro non semplicissima. Ma abbiamo un’ottima squadra su cui contare, i nostri velisti hanno lavorato veramente bene e siamo riusciti ad allenarci e a regatare molto ogni giorno. Abbiamo due barche veloci e siamo davvero in difficoltà per scegliere quella definitiva. Vedremo cosa succederà a breve”.

Qual’è lo spirito del team al momento?

“C’è sempre un pò di tensione nel momento in cui finisce la Louis Vuitton Cup, perchè stai osservando qualcosa di cui non hai il controllo. Non abbiamo partecipato all’evento dunque non conosciamo la velocità dei nostri avversari. Loro potrebbero aver cambiato qualcosa, potrebbero essere migliorati, quindi da parte nostra c’è sicuramente attesa per il confronto, ma in definitiva siamo consapevoli di aver fatto del nostro meglio fino ad ora, dunque nel team c’è un’ottima atmosfera. Stiamo cercando di goderci l’evento”.

Qual’è l’obiettivo più grande per te nell’America’s Cup?

“Vincere l’America’s Cup in Nuova Zelanda è stato un gran risultato perchè era la prima volta nella storia che veniva difesa fuori dagli Stati Uniti. Questa è stata per me una grande soddisfazione davvero, ma considero un’esperienza davvero unica anche navigare in questa edizione dell’evento con questo team. Sono circondato da tanti professionisti, i migliori in circolazione così spero che il culmine della mia esperienza sarà quando difenderemo la Coppa qui a Valencia. Ogni regata comunque ha un sapore particolare. Le regate con vento in Nuova Zelanda sono eccezionali. Quando navighi in queste condizioni devi stare molto attento. Quando la barca diventa fisica, osservare diciassette persone al lavoro è già di per se il massimo”.

Cosa significa vincere l’America’s Cup?

“E’ il premio per il duro lavoro che hai fatto per così lungo tempo. Nessuno può sapere fino alla fine, fino all’ultima regata se vincerai o meno. C’è tanta fatica dietro la costruzione di queste barche e noi abbiamo dovuto anche prendere decisioni difficili. Si tratta di un’altalena di emozioni, di situazioni complesse e interessanti nello stesso tempo, diventa una sorta di stile di vita dove ognuno è contento di fare quello che fa perchè tutti hanno lavorato per questo obiettivo. Se vinci provi davvero una gran soddisfazione”.

Quanto è difficile tenere l’equipaggio sempre in forma e concentrato?

“Non è facile, assolutamente. E’ difficile ogni volta che lo fai, questo periodo non è un’eccezione”.

Il ruolo di skipper ti crea problemi particolari?

“No, ho un gran rispetto per le persone che sono intorno a me, Ci sono molti leader nei differenti settori e ho a disposizione tutta la loro esperienza. Dobbiamo semplicemente utilizzare queste risorse al meglio ed essere i migliori, come possiamo esserlo, ogni giorno. In questo modo arriveremo davvero ad essere i migliori”.

La crescita dell’evento Coppa America ha influenzato in qualche modo le capacità delle persone?

“ Credo che l’abilità delle persone abbia sempre fatto parte della Coppa e la dimostrazione più evidente è il fatto per cui per vincere devi realizzare la barca più veloce.
Questo significa realizzare, alberi, chiglie, timoni, strutture, vele e poi ancora è importante il modo in cui navighi con la barca. La barca più veloce vince e Emirates Team New Zealand aveva la barca più veloce della Louis Vuitton Cup. Questo lo hanno potuto apprezzare tutti”.

Ci sono state sorprese sulle capacità di Alinghi?

“Noi proviamo a lavorare per diventare perfetti e sappiamo quanto sia difficile raggiungere questo obiettivo. Non conosco ancora nessuno che lo sia. Proviamo a farlo in ogni settore, dagli alberi alla costruzione delle barche alla progettazione delle vele. Ognuno di noi è alla ricerca della perfezione. Anche quando navighiamo cerchiamo di raggiungere la perfezione, ma, come tutti, facciamo errori e ovviamente il gioco è quello di commetterne il minor numero possibile”.

Qual è l’analisi che fai della vittoria di Emirates Team New Zealand?

Loro hanno semplicemente regatato molto bene per tutto il periodo. Hanno vinto i due Round Robin. Poi hanno scelto come avversario la Spagna, probabilmente il team più debole tra i quattro semifinalisti e hanno perso due regate, ma gli spagnoli avevano una barca molto buona e anche loro hanno lavorato molto bene. ETNZ ha terminato la serie contro Luna Rossa in una fase della campagna in cui anche le debolezze più piccole sono sufficienti per sembrare problemi ben maggiori. Credo in definitiva che Luna Rossa abbia qualche problema di velocità con vento leggero, rispetto a Emirates Team New Zealand che è sembrata più completa e più concreta. Questo li ha aiutati a vincere”.