Alinghi, America's Cup & Louis Vuitton Cup
REGATA N°1– 23 GIUGNO 2007
Foto: Ivo Rovira / Alinghi
Foto: Ivo Rovira / Alinghi
Foto: Ivo Rovira / Alinghi
Alinghi ha vinto la prima regata della 32a America’s Cup con un convincente vantaggio di 35 secondi su Emirates Team New Zealand. Ora Alinghi conduce nella classifica provvisoria per 1 a 0, prima vittoria delle cinque necessarie per conquistare il prestigioso trofeo.
“Tutto bene – è stato davvero un risultato importante. La regata è stata combattuta, ma siamo rimasti calmi avendo fatto tanto allenamento con le nostre regate casalinghe” ha dichiarato Simon Daubney, trimmer su Alinghi.
Con un vento di circa Alinghi e 12 nodi Emirates Team New Zealand entravano nell’area di partenza e si confrontavano a distanza fino a circa un minuto dalla partenza, il timoniere di Alinghi, Ed Baird, che era entrato nell’area di pre partenza da sinistra e dunque con uno svantaggio di posizione, sembrava aver chiuso la porta oltre la lay line di dritta a Dean Barker il suo avversario su Emirates Team New Zealand. Ai 30 secondi Barker riusciva a sfuggire al controllo cercando di insidiare a sua volta il Defender . Baird riusciva comunque a proteggere la sua posizione sottovento e le imbarcazioni partivano praticamente alla pari con Alinghi sottovento.
Questo il commento di Daubney sul pre partenza: “Abbiamo preso il lato che volevamo. Ci piaceva la sinistra e l’abbiamo ottenuta”.
Un lungo lato mure a dritta ha caratterizzato la prima parte della regata, con Emirates team New Zealand che guadagnava leggermente sulla sinistra grazie a un salto di vento favorevole. Alinghi aveva però velocità sufficiente per resistere all’avversario da sottovento, posizione solitamente poco favorevole.
Il primo incrocio è il momento chiave nel match race, perchè il team che riesce a passare davanti vince la regata nel 90% dei casi. Dopo 16 minuti di regatta, al primo incrocio, Alinghi virava sottovento la prua di
Emirates Team New Zealand . Nonostante non riuscisse ad attraversare davanti all’avversario, Alinghi all’incrocio successivo aveva ben due lunghezze di vantaggio, che gli consentivano di virare esattamente davanti a Emirates Team New Zealand. Dopo sette virate, tutte nella seconda parte della bolina, Alinghi arrivava alla boa sopravvento con 13 secondi di vantaggio, che al temine della prima poppa erano diventati 20. Nel corso del secondo lato al vento, Emirates Team New Zealand grazie ad alcune felici intuizioni tattiche, recuperava 6 secondi e girava la boa di bolina con uno svantaggio ridotto a 14 secondi.
Questo il commento di Daubney sulle differenze di velocità tra SUI100, che regatava per la prima volta in una competizione ufficiale, e NZL 92: “La velocità delle due barche sembra molto simile, ma c’erano molte raffiche, il vento aumentava e diminuiva di intensità in continuazione, dunque è difficile dare una lettura certa della situazione soltanto in una regata. La prima impressione è, senz’altro, quella di due barche con velocità molto simili”.
Alinghi, in ogni caso ha continuato a guadagnare nell’ultima poppa navigando più puggiata e più veloce. Molto misurato l’entusiasmo dell’equipaggio, una volta tagliato il traguardo. Nonostante la bella vittoria, infatti, l’obiettivo di vincere una seconda volta l’America’s Cup è ancora lontano.

