I motoscafi Hellwig possono vantare una storia di cantiere relativamente lunga. Tutte le barche si sono sempre distinte per un comportamento di navigazione preciso, con scafi plananti da compatti a medi, che puntano su una facile manovrabilità e quindi su tanto divertimento al timone.
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Cantiere tedesco tra le prime costruzioni in vetroresina, origini sportive da regata e piacere della planata.
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Hellwig
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Impiego precoce della vetroresina
La storia del cantiere risale al 1955, quando il fondatore Dieter Hellwig costruì le prime barche con il nome German Craft. Dal punto di vista storico è un dato notevole, perché Hellwig rientra così tra i primi cantieri tedeschi che puntarono in modo coerente sulla vetroresina.
Dieter Hellwig: costruttore di barche con il DNA delle corse
Non è un caso che il cantiere e, ancora oggi, i suoi modelli portino il nome del fondatore. Dieter Hellwig non era soltanto un costruttore di barche, ma anche un pilota di successo nelle corse motonautiche. Questa origine è importante per il profilo del cantiere: l'orientamento sportivo di Hellwig ne ha a lungo caratterizzato la reputazione.
Scafi plananti a prezzi accessibili
Hellwig non ha mai puntato al grande mito dell'offshore, ma a motoscafi compatti e di media grandezza per armatori in cerca di qualcosa di veloce, trasportabile su carrello e adatto all'uso quotidiano. Modelli come Marathon, Milos, Taros, Triton o Poros rappresentano esattamente questo approccio: barche plananti maneggevoli, chiaramente orientate al tempo libero, agli sport acquatici e a uscite brevi o di media durata, spesso in una fascia di prezzo decisamente più «ragionevole» rispetto a molti concorrenti internazionali.
Fuoribordo oggi, un tempo anche entrobordo con motore entrofuoribordo
Hellwig non è mai stato soltanto un cantiere di fuoribordo. I vecchi cataloghi della serie Milos mostrano molto chiaramente che lo stesso cantiere offriva sia versioni fuoribordo sia versioni entrobordo con motore entrofuoribordo. La Milos V 630 IB era indicata fino a 275 CV; la più piccola Poros è stata invece presentata di recente con un fuoribordo Mercury da 15 CV. La gamma va quindi dalla barca d'ingresso molto semplice allo scafo planante sportivo con motorizzazione nettamente più potente.
Tecnica: scafi plananti, motoscafi aperti, a volte con cabina ridotta
Dal punto di vista tecnico Hellwig si muove in modo classico nell'ambito delle barche plananti. Molti modelli sono ciò che si descrive meglio come motoscafi aperti o runabout; a questi si aggiungono varianti con una piccola cabina ridotta, cioè una compatta cuccetta di prua sotto il ponte anteriore. L'impronta tecnica del cantiere non ha mai puntato a esotismi spettacolari, ma a barche facili da condurre e adatte all'uso quotidiano, con una lavorazione pulita della vetroresina e una tecnica comprensibile per l'uso nel tempo libero.
Pratica invece di spettacolo
Proprio in questo stava e sta una parte dell'identità del marchio. I test specializzati della Marathon V 485 hanno messo in evidenza, tra le altre cose, il comportamento in planata, la sensazione di sterzata, la lavorazione della vetroresina e l'installazione tecnica. Il che si accorda con la logica del cantiere: Hellwig non voleva impressionare con tecnologie esotiche d'avanguardia, ma con motoscafi realizzati con cura e robusti. Sul mercato tedesco questa era spesso la moneta più efficace.
Piccola, elettrica, accessibile
È interessante notare anche come il cantiere abbia sempre tenuto d'occhio la facilità di accesso al mondo della nautica. In Francia, nel 2023, la piccola Poros è stata addirittura descritta come una sorta di «barca del popolo»: leggera, trasportabile, semplice e utilizzabile già con una potenza del motore contenuta. A questo si aggiunge il fatto che già nel 2016 Hellwig aveva presentato con la Poros Elektro una variante elettrica. Non fu una rivoluzione del mercato, ma comunque un segnale del fatto che il cantiere sperimentava relativamente presto nuove idee di propulsione.
Una storia di cantiere tranquilla
Nel 1995 Michael Hammermeister rilevò il cantiere, che nel 1999 si trasferì a Erkelenz. Nel 2025 Hellwig Boote è stata rinominata German Craft Boat AG e riorganizzata dal punto di vista strategico. Il marchio Hellwig resta, ma oggi è inserito in modo più marcato in un contesto di sviluppo e produzione più ampio. Il cantiere non si considera quindi più soltanto produttore di un marchio, ma anche partner di produzione e sviluppo.
Modelli: Hellwig è sinonimo soprattutto di motoscafi plananti compatti e di medie dimensioni con una tradizione cantieristica tedesca: Marathon, Milos, Taros, Triton e Poros sono tra i nomi più noti. La gamma va dalla piccola barca open per principianti con 15 CV fino al motoscafo nettamente più potente con entrobordo e motore entrofuoribordo fino a 275 CV. Chi cerca una barca a motore usata maneggevole, trasportabile su carrello, costruita in modo solido e dall'impostazione «con i piedi per terra», in senso figurato, con le barche a motore Hellwig troverà di sicuro quello che cerca
Informazioni sul cantiere
- Anno di fondazione: 1955
- Fondatore: Dieter Hellwig
- Proprietario successivo: Michael Hammermeister dal 1995
- Sede del cantiere: dal 1999 a Erkelenz, Germania
- Particolarità: uno dei primi cantieri tedeschi di motoscafi in vetroresina, con radici nelle corse motonautiche
- Modelli noti: Marathon, Milos, Taros, Triton, Poros
- Propulsione: oggi soprattutto fuoribordo, in passato anche entrobordo con motore entrofuoribordo
- Esempi di potenza: Poros con 15 CV, Milos V 630 IB fino a 275 CV
- Oggi: Hellwig è un marchio all'interno di German Craft Boat AG